Un nuovo bollino Unesco per la Toscana: Ville e giardini medicei. Ci cono controlli seri?

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La Villa Medicea La Petraia (credit: Wikipedia)

A Firenze, davanti a Porta Romana, possiamo leggere il cartello: “Centro storico di Firenze – Patrimonio dell’Umanità UNESCO”. E’ un bel cartello marrone, con scritta bianca. E’ circondato dalle biciclette attaccate alle catene che distanziano la strada dall’enorme porta della città (1333). Il cartello dell’UNESCO mette più tristezza che gioia, diventando, in quel contesto, il simbolo di una emergenza culturale e allo stesso tempo la manifestazione della sua incuria.
La Toscana si è impegnata giustamente nella registrazione di tutto il suo patrimonio artistico. Presentando relazioni per grandi argomenti: le ville medicee ecc. Scalare le classifiche mondiali dei beni culturali e ambientali certamente aiuta il turismo, ma accumulare questi “bollini” non basta per ridare a questi beni la dignità di conservazione e di decoro necessaria.
L’UNESCO dovrebbe imporre qualcosa ai promotori: es. una visita in loco per controllare il rispetto di certi criteri di conservazione dei beni e la ripetizione del controllo dopo 10 anni, con la possibilità di cancellazione dalla lista nel caso di mancato rispetto di certi criteri. Il tutto con molta, molta pubblicità sui vari passaggi.
Visto che gli amministratori toscani sono molto bravi (furbi!) nella promozione del prodotto “Toscana” sarebbe il caso di mettergli dei controlli.

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Colosseo e Teatro del Maggio musicale fiorentino: sono due problemi diversi

Sono due fatti diversi. Il “Maggio” si trascina da anni e anni in problemi e responsabilità complesse. Una cosa è certa, indipendente dalle colpe, il sistema della produzione italiana di musica, balletto ed opera deve essere totalmente rivisto. Oltre al livello delle produzioni deve essere assicurato al pubblico una quantità minima di spettacoli in cartellone. La spesa di milioni e milioni di euro per 4 o 5 repliche è scandalosa. Intervenire non sarà facile. SperiaItaliano: Colosseo, Romamo che il nuovo Maggio rappresenti un esempio di innovazione virtuosa.
Per l’apertura e sorveglianza dei nostri beni archeologici, artistici e ambientali la soluzione è più semplice: Il lavoro di sorvegliante,

016 - 2013 - Firenze - Maggio Musicale Fiorent...
Maggio Musicale credit: herrkompositor

non per quelli in servizio, deve essere considerato sempre e soltanto come lavoro a tempo determinato assegnabile a categorie ben definite: giovani al primo impiego (con orari solo part-time), lavoratori in mobilità, disoccupati ecc. Si tratta di posti di lavoro che lo Stato deve aumentare per risolvere varie situazione di disagio economico, sociale ed esistenziale.
Invito tutti alla comparazione dello svolgimento della sorveglianza in qualsiasi (ripeto qualsiasi) museo o area archeologica italiana, con un esempio simile all’estero (es Francia e GB).
Credo che il posto fisso sia un elemento fondamentale della stabilità sociale, ma ci sono dei lavori come questi, che potrebbero essere considerati come utili per risolvere molti e gravi problemi proprio restando a tempo determinato.
Mi scuso, ma non sono capace, come Cremaschi in un altro post, di considerare i problemi del sorvegliante del Colosseo identici a quelli dell’operaio dell’ILVA di Taranto o della Fiat di Pomigliano.

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Superman di Nazareth: il marketing religioso de “L’uomo d’acciaio”

Superman (film)
Superman (film) (Photo credit: Wikipedia)

Se la Warner Bros invita i pastori cristiani d’America alla visione del nuovo film su superman potremmo vederci anche un bello scherzo degli sceneggiatori: essendo tutti i racconti divini costruzioni di miti provenienti da leggende antiche o molto moderne (vedi Scientology) lo scambio tra media, tra prodotti culturali e religione non ha più limiti.

Gli sceneggiatori della Warner Bros sanno perfettamente che i testi sacri sono il prodotto millenario della scrittura e della riscrittura umana di miti orali di fonti diversissime. Dunque, fare un paragone tra superman e Gesù non è certo uno scandalo. Poi se si vende un prodotto… ma anche in questo caso tra pastori e sceneggiatori ci sono molte cose in comune.

Notizia

Prism: la dura verità, l’uscita che non esiste

Big Brother 2004 (UK)
Big Brother 2004 (UK) (Photo credit: Wikipedia)

“La nostra privacy sulla rete è molto più sottile di quanto possiamo immaginare, la nostra libertà  è una illusione”.
Non credo che a questa frase ci sia da aggiungere altro. Significa che tutto quello che facciamo in rete è da sempre trasparente ad altri. Basta che a qualcuno venga in mente di controllarci.
In questa situazione tecnica assolutamente non modificabile, le leggi di uno stato di diritto dovrebbero garantire ai propri cittadini la riservatezza dei dati personali, la garanzia del collegamento e pene per coloro che usano i dati per fini fraudolenti. Tutto il resto è illusione.
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Scott Turow: la crisi dei diritti d’autore è colpa dei colossi della rete come Google, Youtube

Scott Turow 2
Scott Turow 2 (Photo credit: afagen)

I diritti d’autore devono essere garantiti e pagati, ma in una mondo globalizzato un prodotto dell’ingegno nel giro di pochi giorni viene distribuito in mercati di milioni e milioni di persone. Non sarebbe il caso di prendere in considerazione anche questo? Non sarebbe il caso di porre dei limiti?
Se un prodotto dell’ingegno ha raggiunto nel giro di un anno un certo livello di royalty non si potrebbe abbassarne il prezzo? Si cerca giustamente di liberalizzare, dopo un certo periodo, i brevetti farmaceutici per consentire a tutti i paesi di accedere ai nuovi prodotti per le cure di malattie devastanti a prezzi contenuti. Si tratta di problemi diversi, ma alla base c’è la compatibilità  tra il rispetto della giusta retribuzione dell’autore e il consumatore che non è più quello locale o nazionale, ma l’intero pianeta. Questa differenziazione di scala del mercati non può essere omessa nell’affrontare il problema.
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