Le origini genetiche del popolo ebraico. Un argomento controverso.

FlaggenomeIntroduzione: Perché parlare delle origini genetiche del popolo ebraico? In realtà sono gli ebrei, alcuni ebrei, che hanno scelto con decisione questa strada: dimostrare che la genetica contemporanea può provare la provenienza orientale (cioè dalla Palestina) della maggior parte dei quelli che si richiamano alla religione e alla cultura ebraica.

Perché questo approccio? Perché dopo tutte le sofferenze inflitte agli ebrei e ad altri popoli dalla “scienza” della razza, usata per create artificiose e disumane gerarchie tra gli esseri umani, qualcuno cerva di maneggiare le nuove tecniche della ricerca genetica per definire “l’origine di un popolo”?
Non è assolutamente una domanda retorica. La ricerca storica, filologica delle fonti e archeologica hanno fatto franare certezze consolidate da secoli e mescolato le carte.

L’ebraismo come religione originaria dei due grandi credi monoteisti mondali ha visto mettere in discussione origini, datazione, contenuti del suo millenario percorso storico e antropologico.
I nuovi dati sono da tempo discussi, verificati e approfonditi e le poche certezze che restano della vecchia ricostruzione della Bibbia degli ebrei sono ormai trattate come una bellissima favola costruita tra il VII e il VI secolo dell’era classica.

Pertanto, più decade la tradizione biblica di un un popolo e della sua religione più si intensificano avventurosi studi sulla genetica. Intento, nemmeno tanto coperto, è quello di conservare le rivendicazioni etniche di una stato ebraico su base etnica e religiosa.

Nell’articolo che segue alcune ricerche genetiche mettono in discussione anche questo ultimo baluardo di ricerca di una razza ebraica pura di origine orientale.

Le origini degli ebrei Aschenaziti rimane molto controversa. Il termine, di origine incerta, identifica alle popolazioni di religione ebraica presenti nel continente europeo). Come per l’ebraismo, il DNA mitocondriale viene trasmesso lungo la linea materna. Risulta che nel 40% dei casi il mtDNA degli Ashkenaziti ha antenati più probabili nell’Europa preistorica che nel Vicino Oriente o nel Caucaso.
I risultati dello studio pubblicato su
Nature Communications nell’ottobre del 2013 suggeriscono che la maggior parte delle tracce di discendenze materne degli Ashkenaziti risale all’Europa preistorica.
In precedenti ricerche hanno proposto una origine levantina per i tre fondatori Ashkenazi K (Behar, DM, L’ascendenza matrilineare di Ashkenazi, 2006) e questa proposta è stata ampiamente accettato (Atzmon, G., I figli di Abramo nell’era del genoma, le principali popolazioni della diaspora ebraica compongono i cluster genetiche distinte con in comune ascendenza mediorientale, 2010) . Le analisi dello studio di Nature Communications mostrano invece che due delle principali discendenze degli Ashkenaziti (K, K1a1b1a e K2a2a1) hanno una discendenza europea (a metà dell’Olocene). E’ ritenuto improbabile un “serbatoio” orientale, che per adesso non è stato riscontrato nei dati.

Inoltre, i risultati suggeriscono che N1b2, per la quale è stato proposto un antenato del Vicino Oriente

Inferred ancestry of the main subclades within haplogroup U8.
I gruppi in verde sono qulli di provenienza orientale.l nord del

(con molta maggiore fiducia rispetto a K) da Behar, è più probabile che sia stato assimilato negli antenati degli Ashkenaziti nel Mediterraneo.
I controlli conclusivi dei dati dimostra che la grande maggioranza del restante 60% delle discendenze Ashkenaziti appartenente ad
altri gruppi (H, J, T, HV0, U4/U5, I, W e M1) confermano l’ascendenza prevalentemente europea.

Nel complesso, sembra che almeno l’80% dell’ascendenza materna degli Ashkenaziti è dovuta alla assimilazione di mtDNA in Europa e molto probabilmente attraverso la conversione.
In genere gli studi del cromosoma Y mostrano una tendenza opposta per mtDNA con un’origine orientale e solo con l’eccezione della grande frazione di ascendenza europea visto in Ashkenaziti Leviti (Behar, DM Origini multiple di Ashkenazi Leviti. Y prove cromosoma sia per ascendenze europee del Vicino Oriente 2003). Però nello studio di
Nature Communications vi è una scarsa evidenza per qualsiasi evento fondatore significativo dal Vicino Oriente. Meno del 10% del Ashkenaziti mtDNA può essere assegnato ad una sorgente Vicino Oriente con certezza. Le comunità ashkenazite potrebbero in teoria essere “relitti” dei primi fondatori levantini, ma sembra molto più probabile il ruolo di altre discendenze con un flusso di geni più recente e di area europea.
Per la stima del periodo di fondazione europea di queste comunità si suggerisce (molto timidamente, data l’imprecisione con i dati attuali) che queste popolazioni

Estimated contributions of European mtDNA lineages to the Ashkenazi mtDNA pool shown by major haplogroup.
La parte non assegnata del mtDNA è stata attribuita tutta alla provenienza orientale. Nonostante questo non si modifica la conclusione dello studio.

ebraiche possono aver avuto origine prima della distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 dC. In effetti, alcuni studiosi hanno sostenuto dall’evidenza storica che l’espansione su larga scala del giudaismo in tutto il Mediterraneo nel periodo ellenistico era soprattutto il risultato di proselitismo e conversione di massa, specialmente tra le donne (Sand S. L’invenzione del popolo ebraico 2009).
L’argomento non è chiuso. Gli autori dello studio sostengono che lo sviluppo degli studi consentirà di affrontare la questione in modo molto dettaglio.

L’articolo completo su Nature Communications, ottobre 2013 [vedi]

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