Uno spettacolo contestato e una storia non condivisa: le foibe

Lo spettacolo di Simone Cristicchi sull’esodo istriano divide. A Trieste, per proteggere la prima, sono arrivati i Carabinieri contro dei contestatori di destra. A Scandicci, alla fine di gennaio, degli autodefiniti “Firenze antifascista” prima dello spettacolo hanno steso uno striscione con la scritta “La storia non è una fiction”.
Cristicchi dichiara di aver cercato con il suo spettacolo “di pacificare, di mettere tutti d’accordo e di tirare fuori le responsabilità di ciascuno, della destra e della sinistra, sulla questione”. olycom - abbiati -

Parla “dei crimini di guerra commessi dall’esercito fascista italiano in Yugoslavia, in Slovenia, dei rastrellamenti, dei processi e delle esecuzioni sommarie”. Se parli degli “esuli vieni subito tacciato come fascista”. “Questa storia non ha colore politico”.
Siamo davanti ad nuovo esempio di come sembra impossibile per gli italiani condividere la stessa storia nazionale.
Le foibe sono una tragedia per il popolo istriano di qualunque gruppo etnico, sono state usate dai nazisti, dai fascisti e dai comunisti iugoslavi sempre per lo stesso motivo: pulizia etnica.
Purtroppo, nonostante gli studi storici e una commissione internazionale sul caso si è voluto sottolineare una strage più di un’altra, la gravità del martirio di un gruppo etnico più di un’altro. Eppure, pur essendo un episodio drammatico di poco conto, rispetto alle decine di milioni di morti dell’ultima guerra mondiale, rappresenta meglio di altre situazioni la sofferenza delle popolazioni civili sotto occupazione militare.
All’inizio nelle foibe ci finirono gli sloveni e i croati per mano italiana e tedesca, poi alla fine della guerra i partigiani di Tito ci gettarono sloveni, croati e italiani fascisti, antifascisti e comunisti che non accettavano l’annessione della zona italiana nel nuovo stato Jugoslavo.
I partigiani titini fecero semplicemente quello che sarà replicato dopo il 1992 nella exjugoslavia ai danni di mussulmani, croati e albanesi. Le stragi per fare pulizia etnica.
I profughi istriani furono lasciati soli da tutti: dai comunisti italiani che li vedevano fuggire dal “paradiso” del socialismo realizzato (non dai comunisti friulani che hanno sempre visto la fuga dei fratelli istriani in modo diverso e per decenni da soli hanno raccolto documenti e pubblicato libri su quella tragedia). Poi gli istriani furono lasciati soli dal governo italiano perché nel 1948 Tito, rompendo con Stalin, diventò un mezzo alleato dell’occidente.
Adesso questa drammatica pagina della storia nazionale dovrebbe essere patrimonio di tutti, come esempio di prevaricazione violenza dei vincitori sui vinti indipendentemente dalla parte politica.
Chi associa le foibe alla propaganda filofascista dimostra di non conoscere la storia e di offendere senza motivo e ancora una volta quasi 100mila morti delle foibe. Gli italiani sono solo una parte minoritaria di quelle morti, ma ritengo assurdo dividere l’appartenenza linguistica di quei morti quasi tutti assolutamente innocenti.

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