Archivi categoria: Cultura

SILENZIO (INVENTATO) DI RENZI SULL’OMICIDIO REGENI. ALLORA PER DE MAURO RENZI E’ COMPLICE.

12715530_963700487044134_6513970786850080773_nNonostante che già il 3 febbraio 2016 [http://ilpiccolo.gelocal.it/…/giulio-regeni-torturato-prima…] ‪#‎Renzi‬ abbia espresso le condoglianze alla famiglia Regeni e chiesto al governo egiziano la verità sull’accaduto Giovani De Mauro, figlio di Tullio, si è inventato un “silenzio” del presidente del consiglio e conseguentemente una bella accusa di “complicità” nell’assassinio (L’internazionale numero 18/2).
Il giovane De Mauro, che a differenza di altri italiani non ha avuto la necessità di trovarsi un lavoro all’estero (assunzione a L’Unità come regalo di laurea?), gestisce da tempo un settimanale e si diletta nella scrittura di fondi di apertura in stile pulpito.
Il giovane De Mauro da alcuni mesi si è schierato in posizione anti-PD, seguendo il padre e i suoi vecchi colleghi professori in tutte le polemiche anti-governative.
L’accusa di “complicità” nell’efferato assassinio di Giulio ‪#‎Regeni‬ mi pare però veramente troppo. Accuse inventate che confermano che personaggi come i De Mauro stanno solo promuovendo una campagna di odio contro il ‪#‎PD‬ con l’unico intento di distruggerlo. Questi personaggi, forti dei loro privilegi, non sono certo interessati alle conseguenze della loro azione. Infatti, una possibile vittoria del razzismo alla ‪#‎Salvini‬ o del fascismo new-age dei ‪#‎grillini‬ non cambierebbe certo le loro tranquille esistenze. Bravi!
PS
SAREBBE CONSIGLIABILE SMETTERE DI COMPRARE LA RIVISTA DI FAMIGLIA

CUPERLO NON RISPONDE A STAINO

Cuperlo non risponde a quasi nulla: la “questione De Bortoli” non è presa nemmeno in esame, eppure si tratta di un fatto concreto, un esempio dei rapporti interni al PD. Una persona che ha offeso (non criticato) il segretario del partito come può essere proposta al partito stesso.
La replica di Cuperlo con risponde nemmeno alla questione politica centrale posta da Staino: valutazione della forza di Grillo e Salvini e delle sue conseguenze.
Cuperlo, conferma che per il governo del paese vede come orizzonte la riproposizione di costruzione di cartelli elettorali: fare una “patto sociale” e creare “alleanze buone a farlo vincere nelle urne” per questo nella nuova legge elettorale sarebbe stato meglio prevedere la “possibilità di apparentamento al secondo turno”
Cuperlo dimentica che il Partito democratico è nato per essere autonomo, perché l’Ulivo è il PD, per questo nell’atto costitutivo aspira a rappresentare il 40% degli elettori. Le somme dei gruppi di opinione, di lobby, di testimonianza o di partitini personali non sono una politica consigliabile per un governo che deve fare delle scelte radicali. Cuperlo preferisce un governo medi all’infinito con i privilegi delle piccole lobby e produca solo leggine per accontentare tutti?
Il patto sociale di Cuperlo assomiglia molto ai programmi indefiniti di Bersani, alle liste della spesa elettorali, che non prevedono vere riforme, ma alla fine solo “esborsi” di denaro pubblico per fare stare buoni gli elettori. Non si vede nulla di diverso da questo nel passaggio: “si chiede (al governo) di avere più radicalità e coraggio scegliendo di portare in cima alla lista un pacchetto di misure sulla cittadinanza, una forma di reddito minimo e contrasto universale alla povertà a cominciare da quella minorile, una legge non bislacca sulle unioni civili, una nuova strategia per il Mezzogiorno, a meno di pensare che i ricercatori dello Svimez siano assoldati al nemico. E fare dei diritti indivisibili – umani civili sociali – la leva formidabile di una nuova pagina dello sviluppo e del Paese.”
Su questi problemi Cuperlo è sicuro che il governo del suo partito non ha proposte o azioni in corso?
Poi ci sono le critiche alle riforme: quelle che se “fatte dai nostri avversari avremmo definito strappi irricevibili”. L’onorevole Cuperlo dovrebbe spiegare come farebbe una riforma dei contratti di lavoro, l’assunzione e valutazione degli insegnati e la riorganizzazione della pubblica amministrazione con il consenso degli interessati. L’onorevole Cuperlo dovrebbe uscire dalla logica della concertazione ad oltranza, perché l’agenda dei problemi di questo paese è li da 40 anni e destra e sinistra per motivi diversi, ma anche per paura di scontentare le lobby di riferimento, non hanno mai fatto scelte (buone o cattive).
Consiglierei il PD, tutto il PD, di non fare un congresso permanente, ma di chiudersi (senza diretta) in una sorta di nuova “Gargonza” e sviscerare le questioni in sospeso. Dire che l’articolo 18 è stato “sotterrato” è uno slogan, come prendere per buone le ragioni dello sciopero della scuola è ancora uno slogan. La minoranza del PD deve, come chiede razionalmente Staino e come chiedono molti ex PCI, non fare guerriglia, ma costruire una alternativa a Renzi in modo coerente e moderno. Non riproporre il passato significa analizzare i rapporti di forza in questo paese, constatare che la frammentazione degli interessi è talmente forte che il potere esecutivo deve fare delle scelte per affrontare i problemi. Sta alla sinistra italiana essere “egemone” in questo processo. Tornare alla concertazione, che chiamerei spartizione delle risorse pubbliche per conservare il consenso, è soltanto il non scegliere, il rinviare, e segnerebbe il definitivo declino di questo paese.
Alcuni del vecchio PCI non sono diventati di destra, non sono affetti da una mutazione genetica, ma vedono nel PD di Renzi l’avvio (sottolineo l’avvio) di un cambiamento nell’azione di uno Stato che non governava più da tempo e si limitava a gestire malissimo l’esistente.
Staino come altri non ha perso l’anima, ma ricorda semplicemente il nostro passato, che resta quello della Resistenza e della Costituzione del 1948, ma in modo vivo, non contemplativo. Siamo stati tutti allevati nel culto di quella “Bibbia laica”, ma certo non come strumento che maschera privilegi per diritti.
Cuperlo, quando parla della riforma della costituzione sembra dimenticare che i contrappesi costituzionali non sono toccati e se ci sono pericoli per la nomina degli organi di garanzia questi sono già attivi. La minoranza PD indichi in quel punto il problema, ma non nell’elezione diretta dei senatori che non ha mai garantito nulla.
Cuperlo esca anche dalla superficialità dell’indicazione degli aspetti negativi ed esalti la necessità delle altri parti della riforma costituzionale, come definizione delle competenze tra Stato e Regioni e l’abolizione delle Province.
Purtroppo, la risposta di Cuperlo non mi tranquillizza sulla volontà di questo gruppo di lavorare per il sostegno al partito e al suo governo. Penso che se il Governo Renzi non otterrà risultati incontrovertibili nell’occupazione e nella rispesa produttiva la scissione è vicina, con tutte le conseguenze che Staino prevede: il successi di Grillo o Salvini.

SOLO CON CENTINAIA DI SOVRINTENDENZE POSSIAMO DIFENDERE I BENI CULTURALI?

Adesso nel mirino degli abbonati al NO c’è la legge delega del Ministro Marianna ‪#‎Madia‬ sulla semplificazione dei procedimenti amministrativi e dell’organizzazione della “macchina dello Stato”: che nell’articolo 3 prevede il silenzio-assenso nei procedimenti autorizzativi presso le Soprintendenze. Significa che il cittadino quando chiede un’autorizzazione a una Soprintendenza dovrà attendere non più di 3 mesi per avere una risposta, altrimenti la l’autorizzazione sarà considerata concessa. Un sistema civile, diffuso in ogni Stato avanzato.
Per questo articolo, ma non solo, il ‪#‎Governo‬ viene accusato di violazione dei principi volti alla tutela del nostro patrimonio storico-artistico e paesaggistico sanciti dall’art.9 e art. 117 della ‪#‎Costituzione‬. Chiaramente una forzatura che nasconde la difesa dei privilegi di uffici che non funzionano e non vogliono funzionare. Se in 3 mesi non riescono a gestire una pratica significa che hanno troppo da fare, oppure hanno un ritmo di evasione delle pratiche da denuncia per omissione di atti d’ufficio. Purtroppo propendo per questo secondo aspetto.
Scrive Massimo Mattioli su ‪#‎Artribune‬ (http://www.artribune.com/…/strapotere-burocratico-dei-sopr…/) “Ormai è un refrain tutto italiano: non appena si affacci sulla scena un politico che solo ipotizzi qualche genere di riforma che poco poco vada a intaccare prerogative spesso anacronistiche o un’organizzazione del lavoro incompatibile con la modernità, puntualmente si solleva la prevedibile armata dei conservatori-di-professione. Quelli che sono prontissimi a snocciolare i mali del Paese, ma guai a chiedere a loro, o a loro famigli, di cedere qualche quota di potere o comunque di status incancrenitosi in decenni di gestioni politiche e amministrative che badavano a tutto tranne che all’efficienza e alla qualità. Si deve mettere mano alle riforme, ma sempre iniziando da altri.”

Ricordiamo che il sistema delle ‪#‎sovrintendenze‬ italiane si articola “per i beni archeologici, per i beni architettonici e paesaggistici, per i beni storici, artistici ed etnoantropologici o archivistiche, coordinate dalle direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici. Tutto questo sistema che si sovrappone in più punti creando doppioni, caos normativo e burocrazia fuori controllo è sottoposto al ‪#‎MiBACT‬, ma interseca competenze di altri ministeri e le normative regionali e municipali ecc. Nonostante che questo carrozzone non funzioni e sprechi denaro pubblico metterci mano è considerato un attentato alla costituzione.
Nella riforma ‪#‎Franceschini‬ si prevede la fusione delle soprintendenze che si occupano di beni artistici con quelle che si occupano dell’architettura e del paesaggio. Anche questo un duro attentato alla costituzione. Come la sostanziale abolizione delle Direzioni regionali. Le riforma riorganizza anche in modo radicale la gestione di musei e archivi dividendo la conservazione dalla fruizione, ma introducendo dei manager ai vertici (con riduzione del numero dei dirigenti stipendiati dallo stato. Tutto è troppo innovativo. Si diminuiscono i luoghi decisionali e di potere e si individua meglio la responsabilità di chi sbaglia- Scandaloso!
Se questa riforma avvenisse in un paese dove la gestione dei beni culturali e ambientali funziona bene ci sarebbe da chiedersi perché si fa. In Italia non abbiamo questa situazione, mentre abbiamo assoluto bisogno di un sistema efficiente che non sprechi le poche risorse disponibili.

LA BUFALA COME ALIMENTO DELLA PAURA E DELLA RABBIA

Secondo La Stampa, Silvia Virgulti, consulente della comunicazione del M5S, suggerisce alle comparse parlamentari grilline di rilasciare dichiarazioni politiche evitando discorsi razionalmente argomentati, ma di puntare du frasi che diano sfogo alla rabbia e alla paura.
Non mi sembra che questa rappresenti una novità per la comunicazione politica della Grillo Casaleggio e figli, che da sempre  attinge ai vecchi sistemi di propaganda e manipolazione del nazionalsocialista Julius Streicher.
Il problema non sono i grillini, ma i media italiani che non  commentano e non domandano a questi demagoghi nulla l’irrazionalità delle loro affermazioni. Suppongo che per i media conti di più il ricavo pubblicitario che l’obiettivo informativo.
Il sistema della comunicazione politica italiana resta da decenni in una zona grigia, rilevando la totale incapacità di essere qualcosa di diverso da un megafono passivo della comunicazione politica di qualsiasi tipo.
L’articolo analizza alcuni aspetti del problema [vedi]

RAI: DE BORTOLI E’ ALTO PROFILO O PROVOCAZIONE?

Perché il Partito Democratico avrebbe dovuto votare nel consiglio di ammministrazione della RAI un personaggio che ha detto su Matteo Renzi le seguenti parole:
1) ego ipertrofico
2) maleducato di talento”,
3) stantio odore di massoneria ( a proposito de “se il patto del Nazareno finirà per eleggere anche il nuovo presidente della Repubblica … sarebbe opportuno conoscerne tutti i reali contenuti. Liberandolo da vari sospetti e, non ultimo, dallo stantio odore di massoneria” Sapete come è andata)
4) il risultato delle regionali gli ha fatto “abbassare un po’ le penne”
5) clone di Berlusconi, meschino, opportunista e anche grasso
La mitica minoranza PD, quella del Vietnam parlamentare contro il governo, ha portato una proposta discutibile o una provocazione contro il suo segretario?
Questa vicenda resterà emblematica del comportamento di Bersani e co.
Giudicate voi come qualificare questo modo di fare. [vedi]

C’ERA UNA VOLTA IL GOVERNO CHE “PROMETTE MA NON FA NULLA”

Ricordate la primavera del 2013, quando le opposizioni che dicevano: “promette ma non fa nulla”. Adesso il racconto è diventato: “fa, ma fa male”.
Opposizioni parlamentari e opinionisti facevano la lista dei problemi decennali italiani e sentenziavano che il govern o era solo spot e non c’èerano atti per risolvere alcun problema. Poi il governo è partito con le riforme, forzando il parlamento ad approvarle, ma la cosa non è piacita: troppo di corsa, dobbiamo discuterne con calma.
toxic_italySembra piacerci lo stare nella contemplazione del dibattito, per paura di sbagliare, o forse preferiamo  le piccole norme per tutelare le lobby, evitando in tutti i modi le riforme, la decisione, perché qualcuno si potrebbe arrabbiare.
Questa politica del convincere tutti quando è nata? Siamo sicuri che poi esista? Siamo sicuri che quello del convincere tutti non rappresenti un sistema per coprire privilegi e rendite anche piccolissime per conservare il consenso?
L’accorpamento delle prefetture è un dramma, la riorganizzazione delle soprintendenze è una catastrofe, la soppressione del Corpo dei forestali è una calamità ecc. Anche quand
o qualconsa non funziona, perché le soprintendenze italiane non sono certo un esempio di tutela dei beni ambientali e culturali, si forma il partito dei “difensori dell’esistente”. Echeggia il coro del “voi non sapete quanta ricchezza di esperienza viene distrutta”! unificazione_b41fz25cDove? Dove sono queste eccellenze che i barbaro Renzi demolisce senza discernimento? Dimenticavo il ricorrente richiamo alla incostituzionalità delle riforme, come se soprintendenze, prefetture e guardie forestali fossero nella costituazione! Anche se la guardia forestale entrerà nei Carabinieri, che già si occupano della tutela del patrimonio artistico, la cosa è venduta come una resa alle ecomafie!
Speriamo che il paese che vuole cambiare, quello che è un po’ contento dell’attività del governo Renzi, rappresenti la maggioranza dei cittadini, altrimenti ci dobbiamo rassegnare a vedere l’azione dei contemplatori di un passato mai esistito, o dei propugnatori delle semplici ideone, come il razzista Salvini o l’ignorante Grillo.
L’approvazione della òegge Madia è un fatto importante per modernizzare il paese. Il governo vada avanti senza paura e senza farsi ricattare dalle lobby del consenso.
[vedi]

UN VELO PUO’ ESSERE FEMMINISTA?

Le ragioni che portano una donna a indossare liberamente il velo possono essere infinite. E’ interessante però capire la motivazione principale della maggioranza delle donne mussulmane che compiono liberamente questa scelta. Per me, e la signora londinese [ascolta l’intervento] mi pare confermarlo, le donne indossano il velo perché sanno che nella loro comunità saranno indicate come donne perbene.tipologie di veloDistinguere le persone dalla “divisa” che portano, a mio parere, rappresenta comunque una limitazione della libertà, perché introduce nell’abbigliamento il giudizio di giusto o sbagliato. Il giudizio sul comportamento delle persone nelle società laiche deve essere limitato solo alla definizione di lecito o dell’illecito secondo le leggi dello Stato e non certo dalla definizione di morale o immorale dettata da miti tradizionali.

La “Coalizione Sociale” di Maurizio Landini vale solo il 2% in più di SEL

Gli istituti demoscopici attribuiscono a Sel e alla coalizione sociale del leader della Fiom un consenso poco superiore rispetto a quanto otterrebbe da solo il partito di Vendola, mentre il Pd, obiettivo da distruggere, resta in media oltre il 37%.
Cosa è cambiato in poche settimane rispetto ai primi sondaggi che mettevano Landini al 10%.
Non è cambiato Landini, ma il contesto.
Si omette, solo per stupida accondiscendenza a questa parte politica, che la banda di reduci del ‘900 (esclusi Libera e Emergency) che Landini vuole aggregare vuole “fare come la Grecia”. Aggregare pezzi di società civile per sconfiggere i partiti politici maggiori. Chiaramente, le differenze politiche ed economiche tra Grecia e Italia non interessano a questi alti geni della cultura politica italiana.
Il “mito greco” però è durato solo poche settimane dopo lo scontro con la realtà di un paese fallito da anni che vive per il contributo degli altri paesi UE. Anche la pubblica opinione italiana, nonostante i tentativi di ripetere la bugia dalla cattiva Germania contro la biona Grecia, ha compreso che i soldi da distribuire al popolo non esistevano proprio, mentre la minaccia di uscire dall’euro era diventata una sfida al governo greco a prendere immediatamente la porta.
La favola che gli affamatori della Grecia non erano le banche e la Germania si è dissolta e la drammatica realtà dei problemi ha svelato le buffonate Landini, Vendola, Ferrero, Ingroia, Bertinotti e Bonsanti per una immediata soluzione di tutti i mali presenti e futuri che seguirebbe la caduta del “criminale” Renzi (mafioso, massone, democristiono, ladro, pop ecc.)
Certo se Renzi fallirà questa gente potrebbe avere qualche possibilità di fare come la Grecia, anche se questi non vincerebbero nemmeno il torneo di scopa alla Casa del Popolo di San Pancrazio!
[vedi]

Le origini genetiche del popolo ebraico. Un argomento controverso.

FlaggenomeIntroduzione: Perché parlare delle origini genetiche del popolo ebraico? In realtà sono gli ebrei, alcuni ebrei, che hanno scelto con decisione questa strada: dimostrare che la genetica contemporanea può provare la provenienza orientale (cioè dalla Palestina) della maggior parte dei quelli che si richiamano alla religione e alla cultura ebraica.

Perché questo approccio? Perché dopo tutte le sofferenze inflitte agli ebrei e ad altri popoli dalla “scienza” della razza, usata per create artificiose e disumane gerarchie tra gli esseri umani, qualcuno cerva di maneggiare le nuove tecniche della ricerca genetica per definire “l’origine di un popolo”?
Non è assolutamente una domanda retorica. La ricerca storica, filologica delle fonti e archeologica hanno fatto franare certezze consolidate da secoli e mescolato le carte.

L’ebraismo come religione originaria dei due grandi credi monoteisti mondali ha visto mettere in discussione origini, datazione, contenuti del suo millenario percorso storico e antropologico.
I nuovi dati sono da tempo discussi, verificati e approfonditi e le poche certezze che restano della vecchia ricostruzione della Bibbia degli ebrei sono ormai trattate come una bellissima favola costruita tra il VII e il VI secolo dell’era classica.

Pertanto, più decade la tradizione biblica di un un popolo e della sua religione più si intensificano avventurosi studi sulla genetica. Intento, nemmeno tanto coperto, è quello di conservare le rivendicazioni etniche di una stato ebraico su base etnica e religiosa.

Nell’articolo che segue alcune ricerche genetiche mettono in discussione anche questo ultimo baluardo di ricerca di una razza ebraica pura di origine orientale.

Le origini degli ebrei Aschenaziti rimane molto controversa. Il termine, di origine incerta, identifica alle popolazioni di religione ebraica presenti nel continente europeo). Come per l’ebraismo, il DNA mitocondriale viene trasmesso lungo la linea materna. Risulta che nel 40% dei casi il mtDNA degli Ashkenaziti ha antenati più probabili nell’Europa preistorica che nel Vicino Oriente o nel Caucaso.
I risultati dello studio pubblicato su
Nature Communications nell’ottobre del 2013 suggeriscono che la maggior parte delle tracce di discendenze materne degli Ashkenaziti risale all’Europa preistorica.
In precedenti ricerche hanno proposto una origine levantina per i tre fondatori Ashkenazi K (Behar, DM, L’ascendenza matrilineare di Ashkenazi, 2006) e questa proposta è stata ampiamente accettato (Atzmon, G., I figli di Abramo nell’era del genoma, le principali popolazioni della diaspora ebraica compongono i cluster genetiche distinte con in comune ascendenza mediorientale, 2010) . Le analisi dello studio di Nature Communications mostrano invece che due delle principali discendenze degli Ashkenaziti (K, K1a1b1a e K2a2a1) hanno una discendenza europea (a metà dell’Olocene). E’ ritenuto improbabile un “serbatoio” orientale, che per adesso non è stato riscontrato nei dati.

Inoltre, i risultati suggeriscono che N1b2, per la quale è stato proposto un antenato del Vicino Oriente

Inferred ancestry of the main subclades within haplogroup U8.
I gruppi in verde sono qulli di provenienza orientale.l nord del

(con molta maggiore fiducia rispetto a K) da Behar, è più probabile che sia stato assimilato negli antenati degli Ashkenaziti nel Mediterraneo.
I controlli conclusivi dei dati dimostra che la grande maggioranza del restante 60% delle discendenze Ashkenaziti appartenente ad
altri gruppi (H, J, T, HV0, U4/U5, I, W e M1) confermano l’ascendenza prevalentemente europea.

Nel complesso, sembra che almeno l’80% dell’ascendenza materna degli Ashkenaziti è dovuta alla assimilazione di mtDNA in Europa e molto probabilmente attraverso la conversione.
In genere gli studi del cromosoma Y mostrano una tendenza opposta per mtDNA con un’origine orientale e solo con l’eccezione della grande frazione di ascendenza europea visto in Ashkenaziti Leviti (Behar, DM Origini multiple di Ashkenazi Leviti. Y prove cromosoma sia per ascendenze europee del Vicino Oriente 2003). Però nello studio di
Nature Communications vi è una scarsa evidenza per qualsiasi evento fondatore significativo dal Vicino Oriente. Meno del 10% del Ashkenaziti mtDNA può essere assegnato ad una sorgente Vicino Oriente con certezza. Le comunità ashkenazite potrebbero in teoria essere “relitti” dei primi fondatori levantini, ma sembra molto più probabile il ruolo di altre discendenze con un flusso di geni più recente e di area europea.
Per la stima del periodo di fondazione europea di queste comunità si suggerisce (molto timidamente, data l’imprecisione con i dati attuali) che queste popolazioni

Estimated contributions of European mtDNA lineages to the Ashkenazi mtDNA pool shown by major haplogroup.
La parte non assegnata del mtDNA è stata attribuita tutta alla provenienza orientale. Nonostante questo non si modifica la conclusione dello studio.

ebraiche possono aver avuto origine prima della distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 dC. In effetti, alcuni studiosi hanno sostenuto dall’evidenza storica che l’espansione su larga scala del giudaismo in tutto il Mediterraneo nel periodo ellenistico era soprattutto il risultato di proselitismo e conversione di massa, specialmente tra le donne (Sand S. L’invenzione del popolo ebraico 2009).
L’argomento non è chiuso. Gli autori dello studio sostengono che lo sviluppo degli studi consentirà di affrontare la questione in modo molto dettaglio.

L’articolo completo su Nature Communications, ottobre 2013 [vedi]

Un nuovo bollino Unesco per la Toscana: Ville e giardini medicei. Ci cono controlli seri?

Italiano: La Villa Medicea "La Petraia&qu...
La Villa Medicea La Petraia (credit: Wikipedia)

A Firenze, davanti a Porta Romana, possiamo leggere il cartello: “Centro storico di Firenze – Patrimonio dell’Umanità UNESCO”. E’ un bel cartello marrone, con scritta bianca. E’ circondato dalle biciclette attaccate alle catene che distanziano la strada dall’enorme porta della città (1333). Il cartello dell’UNESCO mette più tristezza che gioia, diventando, in quel contesto, il simbolo di una emergenza culturale e allo stesso tempo la manifestazione della sua incuria.
La Toscana si è impegnata giustamente nella registrazione di tutto il suo patrimonio artistico. Presentando relazioni per grandi argomenti: le ville medicee ecc. Scalare le classifiche mondiali dei beni culturali e ambientali certamente aiuta il turismo, ma accumulare questi “bollini” non basta per ridare a questi beni la dignità di conservazione e di decoro necessaria.
L’UNESCO dovrebbe imporre qualcosa ai promotori: es. una visita in loco per controllare il rispetto di certi criteri di conservazione dei beni e la ripetizione del controllo dopo 10 anni, con la possibilità di cancellazione dalla lista nel caso di mancato rispetto di certi criteri. Il tutto con molta, molta pubblicità sui vari passaggi.
Visto che gli amministratori toscani sono molto bravi (furbi!) nella promozione del prodotto “Toscana” sarebbe il caso di mettergli dei controlli.

News