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CUPERLO NON RISPONDE A STAINO

Cuperlo non risponde a quasi nulla: la “questione De Bortoli” non è presa nemmeno in esame, eppure si tratta di un fatto concreto, un esempio dei rapporti interni al PD. Una persona che ha offeso (non criticato) il segretario del partito come può essere proposta al partito stesso.
La replica di Cuperlo con risponde nemmeno alla questione politica centrale posta da Staino: valutazione della forza di Grillo e Salvini e delle sue conseguenze.
Cuperlo, conferma che per il governo del paese vede come orizzonte la riproposizione di costruzione di cartelli elettorali: fare una “patto sociale” e creare “alleanze buone a farlo vincere nelle urne” per questo nella nuova legge elettorale sarebbe stato meglio prevedere la “possibilità di apparentamento al secondo turno”
Cuperlo dimentica che il Partito democratico è nato per essere autonomo, perché l’Ulivo è il PD, per questo nell’atto costitutivo aspira a rappresentare il 40% degli elettori. Le somme dei gruppi di opinione, di lobby, di testimonianza o di partitini personali non sono una politica consigliabile per un governo che deve fare delle scelte radicali. Cuperlo preferisce un governo medi all’infinito con i privilegi delle piccole lobby e produca solo leggine per accontentare tutti?
Il patto sociale di Cuperlo assomiglia molto ai programmi indefiniti di Bersani, alle liste della spesa elettorali, che non prevedono vere riforme, ma alla fine solo “esborsi” di denaro pubblico per fare stare buoni gli elettori. Non si vede nulla di diverso da questo nel passaggio: “si chiede (al governo) di avere più radicalità e coraggio scegliendo di portare in cima alla lista un pacchetto di misure sulla cittadinanza, una forma di reddito minimo e contrasto universale alla povertà a cominciare da quella minorile, una legge non bislacca sulle unioni civili, una nuova strategia per il Mezzogiorno, a meno di pensare che i ricercatori dello Svimez siano assoldati al nemico. E fare dei diritti indivisibili – umani civili sociali – la leva formidabile di una nuova pagina dello sviluppo e del Paese.”
Su questi problemi Cuperlo è sicuro che il governo del suo partito non ha proposte o azioni in corso?
Poi ci sono le critiche alle riforme: quelle che se “fatte dai nostri avversari avremmo definito strappi irricevibili”. L’onorevole Cuperlo dovrebbe spiegare come farebbe una riforma dei contratti di lavoro, l’assunzione e valutazione degli insegnati e la riorganizzazione della pubblica amministrazione con il consenso degli interessati. L’onorevole Cuperlo dovrebbe uscire dalla logica della concertazione ad oltranza, perché l’agenda dei problemi di questo paese è li da 40 anni e destra e sinistra per motivi diversi, ma anche per paura di scontentare le lobby di riferimento, non hanno mai fatto scelte (buone o cattive).
Consiglierei il PD, tutto il PD, di non fare un congresso permanente, ma di chiudersi (senza diretta) in una sorta di nuova “Gargonza” e sviscerare le questioni in sospeso. Dire che l’articolo 18 è stato “sotterrato” è uno slogan, come prendere per buone le ragioni dello sciopero della scuola è ancora uno slogan. La minoranza del PD deve, come chiede razionalmente Staino e come chiedono molti ex PCI, non fare guerriglia, ma costruire una alternativa a Renzi in modo coerente e moderno. Non riproporre il passato significa analizzare i rapporti di forza in questo paese, constatare che la frammentazione degli interessi è talmente forte che il potere esecutivo deve fare delle scelte per affrontare i problemi. Sta alla sinistra italiana essere “egemone” in questo processo. Tornare alla concertazione, che chiamerei spartizione delle risorse pubbliche per conservare il consenso, è soltanto il non scegliere, il rinviare, e segnerebbe il definitivo declino di questo paese.
Alcuni del vecchio PCI non sono diventati di destra, non sono affetti da una mutazione genetica, ma vedono nel PD di Renzi l’avvio (sottolineo l’avvio) di un cambiamento nell’azione di uno Stato che non governava più da tempo e si limitava a gestire malissimo l’esistente.
Staino come altri non ha perso l’anima, ma ricorda semplicemente il nostro passato, che resta quello della Resistenza e della Costituzione del 1948, ma in modo vivo, non contemplativo. Siamo stati tutti allevati nel culto di quella “Bibbia laica”, ma certo non come strumento che maschera privilegi per diritti.
Cuperlo, quando parla della riforma della costituzione sembra dimenticare che i contrappesi costituzionali non sono toccati e se ci sono pericoli per la nomina degli organi di garanzia questi sono già attivi. La minoranza PD indichi in quel punto il problema, ma non nell’elezione diretta dei senatori che non ha mai garantito nulla.
Cuperlo esca anche dalla superficialità dell’indicazione degli aspetti negativi ed esalti la necessità delle altri parti della riforma costituzionale, come definizione delle competenze tra Stato e Regioni e l’abolizione delle Province.
Purtroppo, la risposta di Cuperlo non mi tranquillizza sulla volontà di questo gruppo di lavorare per il sostegno al partito e al suo governo. Penso che se il Governo Renzi non otterrà risultati incontrovertibili nell’occupazione e nella rispesa produttiva la scissione è vicina, con tutte le conseguenze che Staino prevede: il successi di Grillo o Salvini.

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IL SAGGIO DEMENTE. L’UTILITA’ POLITICA DI UN VECCHIO STUDIOSO

Luciano Gallino è un nome illustre della sociologia italiana, ma negli ultimi anni ha dimenticato che la ricerca si basa sulle fonti delle informazioni, sulla loro analisi e comparazione. Una delle prime cose che il ricercatore prende in esame, specialmente quando si tratta di scienze umane (o umanistiche) è “l’autore della fonte”.
Il professore ‪#‎Gallino‬, classe 1927, ha scritto una lunga filippica contro la ‪#UE‬ basandosi sui risultati dei una commissione parlamentare greca che ha stabilito che il debito ‪#‎greco‬ per il modo che è stato finanziato dalle istituzioni europee e mondiali è illegale e dunque non deve essere restituito. I parlamentari ‪#‎greci‬ hanno deciso che l’operazione di rifinanziamento della UE e del ‪#‎FMI‬ che ha tolto dal mercato i 340 miliardi di debito sovrano del loro paese non doveva avere condizioni economiche e politiche. La presenza di queste condizioni rende illegale l’operazione. La possibilità che i creditori si siano accollati titoli praticamente inesigibili e la loro richiesta di garanzie è considerata illegale. I greci vogliono i soldi e farci quello che credono.
Le follie di Gallino L’emerito Gallino, seguace di ‪#‎Vendola‬ e ‪#‎Tsipras‬, prende assolutamente per buona la versione greca dei fatti, senza dubbi su fonte e propositi meramente propagandistici del documento.
Questa divulgazione del pensiero di saggi exprofessori emeriti, che sentenziare e appoggiare posizioni estremiste o irrealistiche, è diventato un tratto del messaggio mediatico di questo paese negli ultimi anni. La linea è banale: essendo Vendola, ‪#‎Civati‬ privi di proposte reali per affrontare i problemi del paese che si affida a vecchi docenti universitari in pensione da molti anni che devono semplicemente distruggere le politiche governative.
Chiaramente il “saggio” Gallino può essere usato secondo il miglior bisogno. Può usatolo La Repubblica e la TV omettendo però i giudizi su euro “moneta straniera” e UE “criminale”, mentre va benissimo per la robaccia complottista propagandata da ‪#‎Salvini‬, ‪#‎Grillo‬ e Vendola in rete.
Siamo condannati, come in altri aspetti della società italiana, ad attendere il naturale cambiamento portato dalla biologia. Che pena!

FASSINA INIZIA LA RICERCA DELL’ISOLA CHE NON C’E’!

Con ‪#‎Vendola‬, ‪#‎Ferrero‬, ‪#‎Cofferati‬, ‪#‎Civati‬ e D’Attorre si sono incontranti per declamare un “credo” che contempla solo di essere di “sinistra”. Uu credo vuoto, senza legami con la realtà e privo proposte per risolvere i problemi del nostro paese.
Anzi, sinceramente hanno indicato il loro obiettivo per l’Italia: “l’isola che non c’è”.
Hanno solo “e noi faremo come la Grecia”, senza il seguito “chi non lavora non mangerà”, ma con un ben più consumistico “stamperemo moneta e poi si vedrà”.
Tutto condito con meschinità e volgarità degli attacchi al governo, fino alla richiesta di togliere ‪#‎Gramsci‬ dalla testata de L’Unità, parole che confermano la pochezza di questi personaggi che si candidano per governare il paese, mentre lavorano solo per provocare la sconfitta elettorale del Partito Democratico e far vincere ‪#‎Grillo‬ o ‪#‎Salvini‬.

C’ERA UNA VOLTA IL GOVERNO CHE “PROMETTE MA NON FA NULLA”

Ricordate la primavera del 2013, quando le opposizioni che dicevano: “promette ma non fa nulla”. Adesso il racconto è diventato: “fa, ma fa male”.
Opposizioni parlamentari e opinionisti facevano la lista dei problemi decennali italiani e sentenziavano che il govern o era solo spot e non c’èerano atti per risolvere alcun problema. Poi il governo è partito con le riforme, forzando il parlamento ad approvarle, ma la cosa non è piacita: troppo di corsa, dobbiamo discuterne con calma.
toxic_italySembra piacerci lo stare nella contemplazione del dibattito, per paura di sbagliare, o forse preferiamo  le piccole norme per tutelare le lobby, evitando in tutti i modi le riforme, la decisione, perché qualcuno si potrebbe arrabbiare.
Questa politica del convincere tutti quando è nata? Siamo sicuri che poi esista? Siamo sicuri che quello del convincere tutti non rappresenti un sistema per coprire privilegi e rendite anche piccolissime per conservare il consenso?
L’accorpamento delle prefetture è un dramma, la riorganizzazione delle soprintendenze è una catastrofe, la soppressione del Corpo dei forestali è una calamità ecc. Anche quand
o qualconsa non funziona, perché le soprintendenze italiane non sono certo un esempio di tutela dei beni ambientali e culturali, si forma il partito dei “difensori dell’esistente”. Echeggia il coro del “voi non sapete quanta ricchezza di esperienza viene distrutta”! unificazione_b41fz25cDove? Dove sono queste eccellenze che i barbaro Renzi demolisce senza discernimento? Dimenticavo il ricorrente richiamo alla incostituzionalità delle riforme, come se soprintendenze, prefetture e guardie forestali fossero nella costituazione! Anche se la guardia forestale entrerà nei Carabinieri, che già si occupano della tutela del patrimonio artistico, la cosa è venduta come una resa alle ecomafie!
Speriamo che il paese che vuole cambiare, quello che è un po’ contento dell’attività del governo Renzi, rappresenti la maggioranza dei cittadini, altrimenti ci dobbiamo rassegnare a vedere l’azione dei contemplatori di un passato mai esistito, o dei propugnatori delle semplici ideone, come il razzista Salvini o l’ignorante Grillo.
L’approvazione della òegge Madia è un fatto importante per modernizzare il paese. Il governo vada avanti senza paura e senza farsi ricattare dalle lobby del consenso.
[vedi]

La “Coalizione Sociale” di Maurizio Landini vale solo il 2% in più di SEL

Gli istituti demoscopici attribuiscono a Sel e alla coalizione sociale del leader della Fiom un consenso poco superiore rispetto a quanto otterrebbe da solo il partito di Vendola, mentre il Pd, obiettivo da distruggere, resta in media oltre il 37%.
Cosa è cambiato in poche settimane rispetto ai primi sondaggi che mettevano Landini al 10%.
Non è cambiato Landini, ma il contesto.
Si omette, solo per stupida accondiscendenza a questa parte politica, che la banda di reduci del ‘900 (esclusi Libera e Emergency) che Landini vuole aggregare vuole “fare come la Grecia”. Aggregare pezzi di società civile per sconfiggere i partiti politici maggiori. Chiaramente, le differenze politiche ed economiche tra Grecia e Italia non interessano a questi alti geni della cultura politica italiana.
Il “mito greco” però è durato solo poche settimane dopo lo scontro con la realtà di un paese fallito da anni che vive per il contributo degli altri paesi UE. Anche la pubblica opinione italiana, nonostante i tentativi di ripetere la bugia dalla cattiva Germania contro la biona Grecia, ha compreso che i soldi da distribuire al popolo non esistevano proprio, mentre la minaccia di uscire dall’euro era diventata una sfida al governo greco a prendere immediatamente la porta.
La favola che gli affamatori della Grecia non erano le banche e la Germania si è dissolta e la drammatica realtà dei problemi ha svelato le buffonate Landini, Vendola, Ferrero, Ingroia, Bertinotti e Bonsanti per una immediata soluzione di tutti i mali presenti e futuri che seguirebbe la caduta del “criminale” Renzi (mafioso, massone, democristiono, ladro, pop ecc.)
Certo se Renzi fallirà questa gente potrebbe avere qualche possibilità di fare come la Grecia, anche se questi non vincerebbero nemmeno il torneo di scopa alla Casa del Popolo di San Pancrazio!
[vedi]

Un nuovo bollino Unesco per la Toscana: Ville e giardini medicei. Ci cono controlli seri?

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La Villa Medicea La Petraia (credit: Wikipedia)

A Firenze, davanti a Porta Romana, possiamo leggere il cartello: “Centro storico di Firenze – Patrimonio dell’Umanità UNESCO”. E’ un bel cartello marrone, con scritta bianca. E’ circondato dalle biciclette attaccate alle catene che distanziano la strada dall’enorme porta della città (1333). Il cartello dell’UNESCO mette più tristezza che gioia, diventando, in quel contesto, il simbolo di una emergenza culturale e allo stesso tempo la manifestazione della sua incuria.
La Toscana si è impegnata giustamente nella registrazione di tutto il suo patrimonio artistico. Presentando relazioni per grandi argomenti: le ville medicee ecc. Scalare le classifiche mondiali dei beni culturali e ambientali certamente aiuta il turismo, ma accumulare questi “bollini” non basta per ridare a questi beni la dignità di conservazione e di decoro necessaria.
L’UNESCO dovrebbe imporre qualcosa ai promotori: es. una visita in loco per controllare il rispetto di certi criteri di conservazione dei beni e la ripetizione del controllo dopo 10 anni, con la possibilità di cancellazione dalla lista nel caso di mancato rispetto di certi criteri. Il tutto con molta, molta pubblicità sui vari passaggi.
Visto che gli amministratori toscani sono molto bravi (furbi!) nella promozione del prodotto “Toscana” sarebbe il caso di mettergli dei controlli.

News

Colosseo e Teatro del Maggio musicale fiorentino: sono due problemi diversi

Sono due fatti diversi. Il “Maggio” si trascina da anni e anni in problemi e responsabilità complesse. Una cosa è certa, indipendente dalle colpe, il sistema della produzione italiana di musica, balletto ed opera deve essere totalmente rivisto. Oltre al livello delle produzioni deve essere assicurato al pubblico una quantità minima di spettacoli in cartellone. La spesa di milioni e milioni di euro per 4 o 5 repliche è scandalosa. Intervenire non sarà facile. SperiaItaliano: Colosseo, Romamo che il nuovo Maggio rappresenti un esempio di innovazione virtuosa.
Per l’apertura e sorveglianza dei nostri beni archeologici, artistici e ambientali la soluzione è più semplice: Il lavoro di sorvegliante,

016 - 2013 - Firenze - Maggio Musicale Fiorent...
Maggio Musicale credit: herrkompositor

non per quelli in servizio, deve essere considerato sempre e soltanto come lavoro a tempo determinato assegnabile a categorie ben definite: giovani al primo impiego (con orari solo part-time), lavoratori in mobilità, disoccupati ecc. Si tratta di posti di lavoro che lo Stato deve aumentare per risolvere varie situazione di disagio economico, sociale ed esistenziale.
Invito tutti alla comparazione dello svolgimento della sorveglianza in qualsiasi (ripeto qualsiasi) museo o area archeologica italiana, con un esempio simile all’estero (es Francia e GB).
Credo che il posto fisso sia un elemento fondamentale della stabilità sociale, ma ci sono dei lavori come questi, che potrebbero essere considerati come utili per risolvere molti e gravi problemi proprio restando a tempo determinato.
Mi scuso, ma non sono capace, come Cremaschi in un altro post, di considerare i problemi del sorvegliante del Colosseo identici a quelli dell’operaio dell’ILVA di Taranto o della Fiat di Pomigliano.

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