Prism: la dura verità, l’uscita che non esiste

Big Brother 2004 (UK)
Big Brother 2004 (UK) (Photo credit: Wikipedia)

“La nostra privacy sulla rete è molto più sottile di quanto possiamo immaginare, la nostra libertà  è una illusione”.
Non credo che a questa frase ci sia da aggiungere altro. Significa che tutto quello che facciamo in rete è da sempre trasparente ad altri. Basta che a qualcuno venga in mente di controllarci.
In questa situazione tecnica assolutamente non modificabile, le leggi di uno stato di diritto dovrebbero garantire ai propri cittadini la riservatezza dei dati personali, la garanzia del collegamento e pene per coloro che usano i dati per fini fraudolenti. Tutto il resto è illusione.
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Scott Turow: la crisi dei diritti d’autore è colpa dei colossi della rete come Google, Youtube

Scott Turow 2
Scott Turow 2 (Photo credit: afagen)

I diritti d’autore devono essere garantiti e pagati, ma in una mondo globalizzato un prodotto dell’ingegno nel giro di pochi giorni viene distribuito in mercati di milioni e milioni di persone. Non sarebbe il caso di prendere in considerazione anche questo? Non sarebbe il caso di porre dei limiti?
Se un prodotto dell’ingegno ha raggiunto nel giro di un anno un certo livello di royalty non si potrebbe abbassarne il prezzo? Si cerca giustamente di liberalizzare, dopo un certo periodo, i brevetti farmaceutici per consentire a tutti i paesi di accedere ai nuovi prodotti per le cure di malattie devastanti a prezzi contenuti. Si tratta di problemi diversi, ma alla base c’è la compatibilità  tra il rispetto della giusta retribuzione dell’autore e il consumatore che non è più quello locale o nazionale, ma l’intero pianeta. Questa differenziazione di scala del mercati non può essere omessa nell’affrontare il problema.
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