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LA CRISI DEL PARTITO DEMOCRATO

Inutile girarci intorno, il PD ha una serie di problemi che stanno indebolendo il suo consenso nel paese.
I risultati in ‪#‎Liguria‬ , quelli a ‪#‎Venezia‬ e nei comuni toscani non possono essere derubricati a casi soltanto locali.
In ognuna di queste realtà esistevano problemi gravi e il PD si è presentato nelle sua varie sfaccettature e ha perso.
Consegnare la vittoria a chi ha mandato alla malora i comuni di Viareggio o è responsabile degli scandali in Veneto non sembra una risposta razionale dell’elettorato, eppure, se non si vogliono usare stupidi sistemi di analisi “grillina”, si deve prendere in esame tutte le variabile che possono aver provocato le sconfitte di ‪#‎Paita‬ e ‪#‎Casson‬.
Per me un fattore importante da prendere in esame è la costante polemica interna tesa alla delegittimazione dell’azione del governo e della maggioranza che è uscita vincitrice dal congresso.
Non significa che sono necessarie delle espulsioni o delle rese dei conti, ma almeno un chiarimento profondo su cosa significa stare in una comunità politica che esiste per proporre al paese soluzioni ai problemi.
Certo, se il PD propagandasse soluzioni destinate alla “circonvenzione di incapace di massa”, come ‪#‎Grillo‬, ‪#‎Vendola‬, ‪#‎Civati‬ e ‪#‎Salvini‬, sarebbe tutto più semplice, ma questa non è la politica che vogliamo.
I vari Bersani, ma anche i critici a prescindere, quelli che in questi mesi parlano di diritti e mai di doveri, di un “regime renziano” e che non hanno avvertito il problema della destra razzista di Salvini o demagogica di Grillo, hanno ad
esso intenzione di modificare lo “stile” dell’opposizione alla segreteria ‪#‎Renzi‬?
Non sarebbe legittimo chiedere a queste persone di cambiare idea, ma sarebbe consigliabile indicagli modi e termini diversi nel dibattito politico.
Il segretario del PD ha il dovere di ascoltare tutti e di fare la sintesi, ma le proposte alternative devono essere tali, devono contenere soluzioni, non difendere l’indifendibile esistente.
Il governo ha buone possibilità di durare, la possibile uscita della Grecia dall’euro avrà come conseguenza la crisi degli esperimenti a sinistra del ‪#‎PD‬, mentre il fenomeno dell’immigrazione alimenterà la paura razzista. Poi cosa accadrà? Quando il paese sarà chiamato alle urne per rinnovare il parlamento i critici a prescindere hanno valutato i possibili scenari, con o senza l’Italicum? A me sembra proprio di no.suicidio della sinistraL’opinione pubblica di sinistra non deve porsi sempre la banale domanda “chi votare”, ma quale paese si immagina nei prossimi 5 anni, cioè il vecchio leninista “che fare”; perché deve smettere di rimpiangere e impegnarsi invece a cambiare
e risolvere. Potrebbe non essere comunque sufficiente, perché la pubblica opinione di sinistra è comunque minoritaria, ma, come ho scritto altre volte, spero vivamente non si comporti da suicida.

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FASSINA INIZIA LA RICERCA DELL’ISOLA CHE NON C’E’!

Con ‪#‎Vendola‬, ‪#‎Ferrero‬, ‪#‎Cofferati‬, ‪#‎Civati‬ e D’Attorre si sono incontranti per declamare un “credo” che contempla solo di essere di “sinistra”. Uu credo vuoto, senza legami con la realtà e privo proposte per risolvere i problemi del nostro paese.
Anzi, sinceramente hanno indicato il loro obiettivo per l’Italia: “l’isola che non c’è”.
Hanno solo “e noi faremo come la Grecia”, senza il seguito “chi non lavora non mangerà”, ma con un ben più consumistico “stamperemo moneta e poi si vedrà”.
Tutto condito con meschinità e volgarità degli attacchi al governo, fino alla richiesta di togliere ‪#‎Gramsci‬ dalla testata de L’Unità, parole che confermano la pochezza di questi personaggi che si candidano per governare il paese, mentre lavorano solo per provocare la sconfitta elettorale del Partito Democratico e far vincere ‪#‎Grillo‬ o ‪#‎Salvini‬.

I CIVATIANI DI LIVORNO LASCIANO IL PARTITO DEMOCRATICO

Grazie compagni di lasciare un partito che per voi non è nato, ma che invece per milioni di italiani, la maggioranza in questo momento, rappresenta una speranza di risolvere molti problemi discussi e mai risolti.
La sinistra italiana, quella che pensa alla giustizia sociale e non alle pacche sulle spalle, vi è grata di lasciarci per gruppi di testimonianza, dalle opinioni vaghe e irrazionali, che non appartengono alla nostra storia civile e ideale.
Addio!
ps
Parafrasare il titolo della Fallaci denota la pochezza ideale.

Lettera dei compagni che furono